28/01/2012
Le pantomime dei pulentun....................
Il Senatur, non è nuovo a certe sceneggiate, prima si dicevano alla terun, ora anche i "pulentun" si sono specializzati, ma non le chiamano sceneggiate, ma pantomime, ma il risultato è il solito, tanto fumo e poco arrosto. E' di ierlaltro la notizia che Bossi dopo l'ennesima fiducia da parte del Pdl al Governo Monti, ha chiamato "mezza cartuccia" il Cavaliere. Ma daltronde, il senatur è da capire, ormai il suo carisma politico stà scendendo, dal "cerchio magico" ci sono delle fughe, la sua "leader-ship" si e incrinata e il viale del tramonto potrebbe essere prossimo. Gli restano altro che queste uscite colorite, con il botto finale tipo fuochi d'artificio, anche se si deve dire che l'appellativo "mezza cartuccia", non è del tutto inappropriato. Non fateci caso Bossi abbaia ma non morde, non toglierà la fiducia a Formigoni, anche perché il Pdl potrebbe fare rappresaglia su Zaia e Cota, ma soprattutto perchè sa benissimo che alle prossime elzione se non si allea con il Pdl, unico alleato possibile per la Lega, non ha speranza di governo. Ora che i papabili della lega hanno assaggiato il dolce sapore del potere, non torneranno all'amaro dell'opposizione statene certi, si tureranno il naso, e saranno anche disposti se pur con le lacrime a gli occhi a sacrificare la testa del Senatur. Però devono stare accorti i Leghisti, perché Bossi con le sue uscite potrebbe far perdere la pazienza al Cavaliere. Mentre la Lega non ha possibili alleanze al di fuori del Pdl, Berlusconi potrebbe rivolgere le suo attenzioni verso Casini, invogliandolo all'alleanza, magari mettendosi in disparte.
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08:27
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27/01/2012
Predestinati ..................
E' molto facile per chi nasce già predestinato ad una carriera scintillante fare affermazioni irriguardose nei confrinti di chi la laurea se la suda. per esempio Luca Cordero di Montezemolo, rampollo di una famiglia nobile e agiata alla corte dei Savoia, entrato nelle grazie di Enzo ferrari che certamente non lo ha scelto per un "Curriculum Vitae". Oppure i rampolli Agnelli, alcuni meritevoli ma predestinati, e altri meno meritevoli, ma comunque predestinati. Anche Michel Martone, è un rampollo di una famiglia benestante, figlio di Antonio Martone avvocato generale della cassazione, ex presidente della associazione magistrati già presidente dell'authority sugli scioperi, assiduo frequentatore dello studio Perviti, da poco finito agli onori della cronaca per aver partecipato ad una cena della P3 a casa del coordinatore del Pdl Verdini. Vediamo la carriera del ragazzo prodigio:a 23 anni si laurea in giurisprudenza, ottiene il dottoradum, a 26 anni è ricercatore e Avvocato, a 27 anni e professore associato, a 29 è già ordinario di cattedra a Siena, ottenuta con uno schema ben collaudato che nelle università va per la maggiore: Quando si dice il caso, otto candidati sei si ritirano e due vincono Eeeeeeeeehhhh che caso!!! Entra nel Governo come sotto segretario al Welfare presentando, come dice lui, un curriculum a Catricalà, che prima di questo governo non si sapeva nemmeno chi fosse. L'ultima esperienza lavorativa di Martone, è stato consulente di Brunetta (il fannullone), collaboratore di Sacconi al quale venne fatta una interrogazione parlamentare chiedendogli conto del contratto fatto a Martone per 40.000€ ipotizzando un conflitto di interessi, dato che suo padre Antonio è presidente dell'autorità di vigilanza e trasparenza della pubblica amministrazione. Detto questo, credo che la sua uscita sui fuori corso universitari sia stata inopportuna, come la scusa della Fornero, che ha detto di non poter intervenire nei confronti del bel Michel, che si bea di assomigliare a Gramsci, purtroppo per lui solo nei capelli ricci e le lenti da vista, non certo nel cervello, adducendo la scusa di cattivi rapporti con il suo sottosegretario. Sicuramte anche lui come altr, provenienti da famiglie agiate, ma non certo con cervelli eccellenti ha preferito giurisprudenza a medicina o ingegneria. Non ha avuto problemi di mantenimento da parte della famiglia, mentre invece molti studenti che si laureano fuori corso, devono sostentarsi da soli perché le famiglie non sono in possibilità di aiutarli, quindi lavorano e studiano e certamente vanno fuori corso. Ci sono però è vero, bighelloni che fanno gli universitari a vita, ma secondo voi questi si mantengono da soli oppure sono le famiglie che li mantengono all'università? O forse il Bel Michel vuole tornare a quando si lureavano solo figli di nobili o ceti ricchi?
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10:27
Scritto da: coriandolik
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26/01/2012
Ringarzio tutti.......................
Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito e letto a partire dal 2000 e crescendo mano mano che gli anni sono trascorsi, per arrivare fino al 2011, Quest'anno siete stati più di 13.000, per l'esattezza 13.432 click, per una lettura di di 140.00 pagine. Certo non è molto, per un blogger inedito, con un "nik name" sconosciuto come il mio. Ma fin dall'inizio ho scelto come linea di non fare pubblicità nel mio blog. Come certo saprete i blog vengono monitorati da agenzie apposite che contattano i blogger, che hanno un seguito di lettori interessante e viene proposto loro di far apparire dei banner o filmati pubblicitari, per ricavarne guadagni. Anch'io sono stato contattato via Mail, ma ho rifiutato, questa pratica per quanto legale sia, voglio che chi mi legge lo faccia perchè ritenga interessate ciò che ho da dire, e su questo non voglio fare alcun lucro. Spero di riuscire ad interessarvi anche in futuro. Per il mese di Gennaio le vostre presenze sono promettenti. Vi saluto e vi ringrazio sentitamente, continuate a leggermi.
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08:00
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25/01/2012
Non prendiamoci in giro .............................
E' l'ora che Monti e il ministro del Welfare Fornero la smettano di prenderci in giro. L'abolizione del art. 18 dello statuto dei lavoratori non è un impedimento ai licenziamenti, se consideriamo che il nostro tessuto industriale è per il 65% fatto da piccole imprese con meno di 15 dipendenti, per queste licenziare non è un problema non rientrano nell''art. 18. Per il rimanente 45% ,composto da medie e grandi imprese con più di 15 dipendenti è sempre stato possibile licenziare per giusta causa. La questione non è il licenziamento, che per giusta causa è sempre possibile, dato che il contratto di lavoro, come dice la parola è un contratto, pertanto può essere recesso da ambo le parti, co la giusta causa. Ma ciò che da fastidio alle istituzioni e al mondo industriale è il reintegro per giusta causa, questo e l'effettivo motivo perchè vogliono l'abolizione dell'art. 18. E non è vero che tale abolizione abbasserà la disoccupazione e vivacizzerà il mercato del lavoro, lo dimostra la Spagna, che ha una tutela sui licenziamenti meno vincolante, dove il datore di lavoro al posto del reintegro può pagare una indennità al lavoratore lo manda a casa. Guarda caso questo paese ha il più alto tasso di disoccupazione Europeo, è arrivato al 21%, e un giovane su due non ha lavoro, questo dimostra che ciò che dicono non e vero. La verità e che si vuole abbattere un simbolo di giustizia sociale. E' bene che Monti & C. si mettano in testa che la classe operaia non vuole più andare in paradiso.
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08:30
Scritto da: coriandolik
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24/01/2012
Requiem eternam dona is domine...........................
Una notizia che è passata sotto silenzio e quella che il decreto "cresci Italia" mette una pietra tombale sul progetto del ponte sullo stretto di Messina, ne necessario ne utile e da sempre osteggiato da tutte le categorie. Era il segno megalomane di Berlusconi sciorinato al sole in campagna elettorale a scopo propagandistico. Fin dai tempi dei tempi è sempre stato un sogno unire "Scilla a Cariddi", ma mai preso in considerazione. Se ne comincia a parlare con dispendio di denaro pubblico nel 1994, con l'avvento al Governo di Berlusconi. Il progetto alterna lunghi silenzi a rispolverature a scopo elettorale. Monti chiude definitivamente il progetto megalomane di una persona ancor più megalomane, tale progetto pur non essendo ancora partito, è già costato svariati milioni di Euro, si dice sui 270 solo nel 2011, ci sono 78.000€ di spese cartacee (fotocopie, planimetrie mappali ecc.), e per il 2012 era prevista una spesa 1 miliardo e 700 milioni di €, anche considerando la spesa di penalizzazione per recessione di progetto e i prioblemi che comporterà, valutata a mezzo miliardo di €, in ogni caso e sempre meglio del costo del ponte che si sarebbe aggirato su gli 8,5 miliardi di €. Questa è l'analisi finanziaria del progetto, l'analisi politica, è che assieme al progetto si sia chiusa definitivamente l'era Berlusconiana il quale progetto l'ha ben raffigurata. Tale periodo politico ha prodotto danni di immobilismo politico volto a risolvere problemi personali del premier dal vizietto facile. Abbiamo imboccato la via seria del risanamento, sia finanziario che politico oltre che di immagine, abbiamo già cominciato a pagare i debiti altrui, che certamente non nascono con Berlusconi, hanno origini più lontane, ma sicuramente hanno accelerato l'immenso debito grazie a una politica dispendiosa e dispersiva. La via del risanamento non finirà a breve, d'avanti abbiamo anni difficili, che non finiranno tanto presto.
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09:16
Scritto da: coriandolik
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