13/01/2010
Riforma fiscale per chi??????
Poche cose mettono d'accordo le persone come il giudizio sul fisco: trovatene una - almeno in Italia - che, in qualsiasi periodo e sotto qualsiasi governo, ritenga equo il sistema fiscale. Non si tratta di odiare le tasse, cosa pressoché comprensibile. Ma solo di ritenere che il modo in cui lo Stato preleva i soldi dalle tasche dei suoi cittadini è ingiusto e inefficiente, dato che chi non può sfuggire (lavoratori dipendenti), vengono spremuti come limoni, e i lavoratori autonomi, commerciati e artigiani viene data la possibilità di arrangiarsi, agli industriali, vista la difficoltà di controllo è permesso evadere. Per l'avversione verso le tasse di noi Italiani è molto semplice scoprire il perchè, perchè non è equa, ci sono diversità di trattamenti, non siamo tutti figli della stessa madre, questo è il problema. "Il Giornale", stesso quotidiano di propietà del fratello di Berlusconi è critico con il fisco ritenuto asfissiante, per capirlo bastava leggere la prima pagina dell'8 gennaio che titolava "Da Gennaio al 29 di Agosto lavoriamo per lo stato. Il tema dell'articolo era "il tax free day", ovvero la data ipotetica nella quale si smette di lavorare per lo stato e si comincia a guadagnare per se stessi. L'articolo scritto da P. Falasca cita che 35 anni fa gli Italiani cedevano al fisco un quarto del PIL. Venticinque anni fa si era arrivati al 33,6%, 10 anni dopo nel 1995 il livello era ormai al 40%. Nel 2008 siamo passato oltre il 43%, lo dichiara l'OCSE. Trasferendo queste cifre sul calendario, aggiungendo gli oneri pensionistici, che non sono tasse, ma che contribuiscono alla riduzione del reddito disponibile, la data che cominceremo a lavorare per noi e il 29 di Agosto. In pratica lavoriamo otto mesi per lo stato e quattro per noi. Se riusciranno a fare una riforma fiscale equa che tutti paghino in base al loro guadagno e la riforma fa in modo che non ci siano più i furbetti del quartiere, ben venga la riforma fiscale.
Scintilla
09:04
Scritto da : coriandolik
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03/01/2010
2010, un anno come gli altri...........
Tutti all'alba di un nuovo anno sogniamo di esser più buoni, magari siamo anche sinceri, ma poi la realtà ci sveglia dal nostro sogno, e ci accorgiamo che non possiamo essere più buoni, dobbiamo sempre stare con il coltello frà i denti come sempre, perché c'è sempre uno pronto a fregarti, diffidiamo anche di chi fa azioni buone, pensiamo subito a cosa c'é dietro la buona azione, chi ci guadagna, ma non perchè siamo diffidenti per natura, solo impariamo dai nostri errori, e il bicchiere che lo si veda mezzo pieno, o mezzo vuoto, la verità è che è solo un bicchiere riempito a metà questa è la realtà della vita. Le cose vanno chiamate con il loro nome, purtroppo la lingua italiana si presta molto spesso a giri di parole che cambiano la forma di una azione, ma la sostanza non cambia, e quello che conta è sempre la sostanza. Prendiamo ad esempio la Finanziaria 2010. La maggioranza e il governo aveva uno slogan "Non metteremo le mani in tasca degli Italiani", quando lo hanno coniato mentivano sapendo di mentire. Questo è uno di quei casi che la lingua italiana si presta a cambiare una azione ma non la sostanza. E' vero che il governo non ha messo imposte dirette (anche questo é discutibile) ma se permette che al posto suo ce le metta qualcun altro, la sostanza non cambia sarà sempre che io devo tirare fuori tot euro che poi sia tizio o caio a mettermi le mani in taca per me non cambia niente. Volete alcuni esempi: Finanziaria 2010 (me la sono letta bene, anche questa scritta in politichese) : - Dal 1° gennaio 2010 le persone che viaggiano in aereo dovranno pagare 3 € a favore delle compagnie aero portuali. Nel pacchetto sicurezza è stata introdotta la norma, che un lavoratore che viene licenziato, a torto o ragione se vuole fare ricorso contro la sentenza deve pagare 103 €, vi immaginate questo lavoratore ha perso il lavoro, gli manca il sostentamento, non sà come tirare avanti, magari ha 50 anni , sà che sarà difficile trovar un'altro lavoro, deve pure pagare per fare ricorso. I cittadini che vogliono contestare una multa di 38 € d'avanti al giudice di pace devono pagare un contributo, maggiore dell'importo della multa, prima era gratuito, ma dicono che ci sono troppi ricorsi, e anno pensato di guadagnarci qualcosa, o dissuadere a fare ricorso. Aumenteranno le autostrade, l'energia elettrica il gas, la benzina, la raccolta rifiuti, le spese bancarie sui mutui, mi fermo quì perchè in tasca degli Italiani non cìé più niente da prendere.
Scintilla
09:57
Scritto da : coriandolik
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